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Infuso al limone, cetriolo e menta

August 2, 2016
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Questo infuso al limone, cetriolo e menta, chiamato anche Detox Water cioè acqua depurativa, è la bevanda perfetta per idratarsi con una marcia in più perché gli ingredienti lasciati in infusione vi aiuteranno ad attivare il metabolismo e a combattere la cellulite. Infatti il limone è ricco di antiossidanti ed elettroliti, mentre il cetriolo ha un effetto diuretico, aiutandovi così ad eliminare le scorie e a contrastare il gonfiore dovuto alla ritenzione idrica.

INGREDIENTI

  • 1 limone
  • 1 cetriolo
  • 10 foglie di menta

Vi consiglio di utilizzare prodotti biologici.

PREPARAZIONE

Lavate bene il limone e il cetriolo, tagliate il tutto a fettine e mescolate a 2 lt di acqua assieme alle foglie di menta. Lasciate in infusione per almeno 5 hr. L’ideale sarebbe prepararla la sera lasciando in infusione tutta la notte, avendo così la bevanda pronta per quando vi sveglierete.

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Infuso al limone, cetriolo e menta

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Nelle profondità marine con Eugenio Fogli – Video intervista

August 27, 2014
EugenioFogli

Abbiamo avuto il piacere di incontrare Eugenio Fogli e a parlare con lui del suo impegno nella protezione animale, soprattutto quella marina. Eugenio è un veterinario, subacqueo e volontario di Sea Shepherd, che ha partecipato in prima linea nella campagna in Giappone contro la caccia alle balene e ultimamente si è recato nelle Isole Faroe, dove ogni anno il mare viene macchiato del sangue delle balene pilota per una crudele tradizione.

Nei suoi vari viaggi per il mondo e grazie alla sua passione per la subacquea ha realizzato vari documentari che mostrano le bellezze marine, dedicandosi e interessandosi in particolar modo alle megattere, studiandone i comportamenti, scoprendo la loro intelligenza e ammirandole nel loro habitat naturale. È grazie ai documentari come i suoi che possiamo avvicinarci al mondo marino, un mondo che dobbiamo imparare a conoscere per poterlo conservare.

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SANTUARIO GAIA, UN PARADISO PER GLI ANIMALI

May 15, 2014
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Santuario Gaia, così si chiama un piccolo paradiso per gli animali che si trova a Girona, in Spagna. La Shangri La per gli animali da fattoria, animali che vengono salvati da una morte certa, animali che in questo luogo ricevono tutte le cure e l’affetto necessario per il resto della loro vita.

Coque Fernàndez e Ismael López gestiscono questo santuario con molto amore, condividendo con tutti la storia di ogni animale, dando a ognuno l’importanza che si merita per farli conoscere, per far comprendere alle persone che anche loro come noi provano gioia, felicità, che come noi hanno paure, ma che soprattutto sanno amare e dare un affetto incredibile.
Li abbiamo seguiti per un pò, ci siamo commossi con i loro video e con le loro storie, per questo abbiamo deciso di metterci in contatto e fargli qualche domanda, per far conoscere il loro meraviglioso progetto che aiuta a fare di questo mondo un posto migliore per tutti.

Com’è nato il Santuario Gaia?
Il Santuario è un progetto che avevamo in mente da quando ci siamo conosciuti. Due anni fa vivevamo in una casa residenziale vicino a Barcelona. Vivevamo con cani, gatti, galline, oche ed eravamo venuti a conoscenza di un maiale vietnamita che era in pessime condizioni in una fattoria vicino a Valecia. In questa fattoria c’erano anche altri 5 maiali vietnamiti e quasi 60 cani, dei quali 30 morirono perché trascurati. Noi avevamo adottato Palma e siamo andati a prenderla a Valencia. La settimana che arrivò partorì 6 maialini! Siccome non volevamo dividere i piccoli dalla madre abbiamo deciso di iniziare il progetto. Abbiamo cercato un terreno vicino a Girona e dopo poco abbiamo trovato questo luogo e ci siamo trasferiti.

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Vivendo in mezzo a tutti questi animali cosa avete imparato? Com’è cambiato il vostro rapporto con loro?
Abbiamo imparato che siamo tutti uguali. É qualcosa che già sai, però stare con loro tutto il giorno non te lo fa dimenticare. I loro sentimenti sono uguali ai nostri. Non siamo abituati a vedere gli animali da fattoria in questo modo e quando vedi che si relazionano con te uguale a come fanno i cani e i gatti ti sorprende molto! Sono incredibilmente affettuosi e cercano continuamente le coccole. Ognuno ha una propria personalità, anche le galline. Scopri che sono individui unici, che non sono un prodotto come ce li fanno vedere e come siamo abituati a considerarli.

“Il bacio che ti ha cambiato la vita”, è un’immagine che ci commuove molto e che esprime una dolcezza incredibile, qual’è la storia dietro a questo momento?

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La storia è quella raccontata da Ismael in questo post:
“Due anni fa ero in un caseificio in Mallorca per un’indagine sulla sofferenza alla quale sono sottoposte le mucche. Mentre mi avvicinavo, mi terrorizzava sentire le continue grida delle mucche e dei loro vitelli, che si chiamavano a vicenda disperatamente perché erano stati separati alla nascita, visto che se lasciati insieme il vitello si sarebbe bevuto il latte che invece deve essere venduto all’uomo.

Entrando ho visto 5 vitelli che avevano solo pochi giorni di vita,  chiusi in una gabbia lontani dalla madre, che non potevano vedere, ma solo sentire piangere, piangono come piangerebbe una madre quando le tolgono il figlio.

Il contadino mi ha detto che 3 di questi vitelli in quattro giorni sarebbero stati mandati al macello perché erano maschi. Le altre due che erano femmine, si sarebbero unite alla linea di produzione una volta grandi, sostituendo così le mucche vecchie, che sarebbero state mandate al macello perché non più tanto produttive. Queste mucche vecchie avevano solo 6 anni, ma erano state talmente tanto sfruttate, che sono state consumate, con decalcificazione ossea e della mammella. Se non fossero state sfruttate avrebbero potuto vivere 25 anni, che è l’aspettativa di vita delle mucche.

Ho voluto accarezzare le mucche che erano sfruttate, ne avevo bisogno, il mio cuore era rotto perché non potevo fare nulla per loro. Ero già vegano e non contribuivo con il consumo di prodotti lattiero-caseari, ma vederli lì, l’unica cosa che volevo fare era liberarli e dargli la vita che meritavano. Ho promesso che mai avrei smesso di battermi per loro e in questo momento, una di loro mi si è avvicinata e mi ha dato un bacio, un bacio che mi è rimasto impresso nell’anima e che non dimenticherò mai. Grazie a quel bacio molti animali si son salvati.

Vi racconto di questa esperienza perché credo in un mondo migliore, un mondo che possiamo cambiare insieme. Ho passato 30 anni della mia vita mangiando animali e i prodotti di origine animale, come prodotti lattiero-caseari, uova e miele, indossando anche la loro pelle. Ho anche lavorato in un circo con animali e allevavo uccelli per venderli. Se la mia vita è cambiata, anche la vostra può cambiare. Non esitate, loro hanno solo questa vita da vivere.”

Come accogliete e progettate ogni nuovo arrivo?
Il criterio sul quale ci basiamo per l’accoglienza è il grado di pericolo nel quale si trova la vita di un animale. Purtroppo non siamo in grado di ospitare tutti i casi che ci arrivano, soprattutto ora che siamo al limite della capienza. Visto che non c’è una legislazione specifica per i Santuari dobbiamo seguire la regolamentazione dei contadini, il che significa che dobbiamo rispettare le regole imposte che limita il numero di animali che possiamo ospitare. Per questa ragione gli ultimi arrivati erano animali che erano molto malati o in pericolo di vita perché diretti al macello.
Quando arriva un nuovo ospite passa un tempo in quarantena per verificare il suo stato di salute, viene visitato dal veterinario e se è malato gli vengono date tutte le cure necessarie. Poco a poco viene presentato agli altri animali senza però che vivano ancora assieme e quando accertiamo che non c’è alcun rischio di malattia o che non venga accettato, si unisce al gruppo.

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Quali sono i progetti per il futuro del santuario?
Come abbiamo detto prima, siamo al limite dello spazio, quindi la nostra priorità ora è trovare un terreno più grande per poter continuare ad ospitare altri animali. Questo ci permetterà di migliorare le nostre strutture, realizzare maggiori attività dentro il Santuario e aumentare anche il numero di visite. Per questo abbiamo bisogno della collaborazione e dell’appoggio di tutti.

Se qualcuno volesse creare un luogo come il Santuario Gaia, quali sono i consigli che gli dareste?
Il primo sarebbe quello di avere una base economica per poter sostenere il santuario. Non è necessario iniziare ospitando molti animali, devi sempre tenere in conto le risorse disponibili e i costi che devi affrontare. Da lì puoi crescere.
Cercare un luogo che ti permetta di nutrire gli animali con il minimo della spesa: molti degli ospiti sono animali ruminanti che consumano grandi quantità di materiale vegetale, quindi l’ideale è un posto con prati in modo tale che possano mangiare per la maggior parte dell’anno senza il bisogno di comprare grandi quantità di foraggio. Bisogna assicurarsi che il terreno sia conforme alle normative per poter svolgere questo tipo di attività.
Bisogna avere un gran sogno senza perdersi d’animo!!!

Qual’è il vostro piatto preferito?
Credo che il nostro piatto preferito, come di molti, è la torta salata di patate, peperoni e cipolla!

Noi vi invitiamo a seguire il loro impegno e a sostenerli nella loro pagina facebook oppure nel loro sito!

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Intervista a Roger Olmos, l’illustratore di “SENZAPAROLE”

March 21, 2014
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Roger Olmos è un illustratore freelance di Barcellona. Specializzato nelle illustrazioni per bambini, ha recentemente pubblicato un lavoro che ci sta molto a cuore, SENZAPAROLE. Un libro che porta a riflettere sulle nostre scelte, su ciò che ci circonda e sul rapporto che abbiamo instaurato con gli animali.
Un lavoro che tocca questi argomenti in modo poetico, come lo definisce lui, che vuole arrivare a toccare la sensibilità delle persone evitando le immagini “cruenti”.
Per queste ragioni abbiamo voluto intervistarlo e conoscere meglio sia lui che la sua arte.

Com’è nata la tua passione per l’illustrazione?
Quando ero bambino, mio padre aveva molti libri d’illustrazione, era un grafico pubblicitario (tutto fatto a mano, non c’erano computer a quell’epoca). Aveva una libreria piena di libri meravigliosi. Illustrazioni di Brad Holland, Brian Froud, Caza, e altri che ora non ricordo, però quelle immagini mi davano molta ispirazione, molto di più delle illustrazioni che avevo in camera mia di Disney e TEO. Amavo andare nel suo studio e guardarlo come disegnava, delle belle lettere e qualche volta un bel gufo o un gatto elegante. Più tardi nella scuola ho continuato a disegnare, tutti i miei libri erano decorati in modo “barrocco”. E così ho continuato fino ad oggi.

Le tue illustrazioni hanno sempre un significato molto profondo. Qual è la tua fonte d’ispirazione?
Libri, film, musica, esperienze, uno strano modo di vedere la vita, piccoli dettagli che le persone ignorano, colori…tutto quello che riesce a farmi muovere qualcosa dentro. L’immaginazione è un muscolo che devi allenare il più possibile, soprattutto in quei giorni nei quali ci propongono cose futili, già “masticate”. Le persone alle volte dicono “vorrei essere bambino di nuovo, però con la mentalità di adesso”. È quello che faccio io quando disegno.

Com’è nato il progetto “SENZAPAROLE”?
È stata mia moglie Noe a spingermi a farlo. Ero sempre molto impegnato a lavorare, realizzando un libro dietro l’altro, sempre con editori diversi. Però ho sempre voluto fare qualcosa per conto mio. Mia moglie mi aveva detto molti anni fa che avrei dovuto realizzare un libro sui gatti e cani abbandonati, perché collaboravamo con la fondazione FAADA e pensava che con un libro avrei potuto dare un punto di vista diverso della situazione. In tutti questi anni l’idea è cambiata continuamente, finché finalmente abbiamo deciso di fare qualcosa di diverso. Volevamo realizzare un libro che coinvolgesse tutti gli animali, sulle conseguenze della loro industrializzazione. A Lina, la mia editrice di Logos Edizioni, è piaciuta l’idea e mi ha offerto di pubblicare il libro. E anche FAADA ha amato da subito il progetto e decisero di collaborare. E sono proprio loro che hanno contattato J.M. Coetzee e Jane Goodall, che molto gentilmente ci hanno mandato dei testi per il libro, questo è stato magico per me.

Sul messaggio del libro: qualcosa che ho da sempre osservato è che tutta l’informazione in formato flyer, cartelli pubblicitari, documentari (alcuni) etc sono molto aggressivi, mostrano una realtà cruda, e quelli che si sensibilizzano sono sempre gli stessi, i vegani per la maggioranza. La gente che consuma prodotti di origine animale cosa fa? Il 98% distoglie lo sguardo. Li stiamo indicando col dito, li stiamo colpevolizzando, si sentono incomodi. Questo è un tema delicato, lo stiamo dicendo a persone che sono cresciute con la carne, sono state educate con la carne, i medici gli hanno detto che devono mangiare di tutto, nella televisione le mucche ballano felicemente circondate da yogurt in modo tale che i loro figli siano felici a consumare questi prodotti. È molto difficile dirgli di lasciare tutto ciò. Per questo ho fatto molta attenzione con questo libro. Ho voluto affrontare questo argomento in modo poetico, sensibile, senza accusare, e soprattutto senza dire quello che si deve o non si deve fare. Che gli rimanga il messaggio in testa, che inizino loro pian piano a pensare se fare o non fare qualcosa, senza esser obbligati da nessuno.
Nella mia vita ho imparato, tanto in questo campo come in altri, che il cambio deve partire dalla persona stessa, non dev’esser obbligata da nessuno altrimenti si avrà un effetto contrario, il rifiuto. Se il cambio parte dalla persona stessa, quello sarà il vero cambiamento.
Per questa ragione ci sono molti temi che son rimasti fuori dal libro, non perché siano meno importanti, però per due ragioni: la prima per lo spazio e la seconda per non stancare. Ho scelto temi nei quali la gente si possa facilmente identificare.

Qual è l’illustrazione di “SENZAPAROLE” alla quale sei maggiormente legato?
Tutte quante mi piacciono, ogni immagine tratta un tema importante. Ma forse significativamente parlando, l’immagine della mucca che piange, con il riflesso di un prato verde nella sua retina. Perché? Forse perché il suo significato si può riscontrare in tutti gli animali in qualsiasi situazione, la loro mancanza di libertà.

Come influenza l’argomento trattato in “SENZAPAROLE” la tua vita?
Non sono sempre stato vegano, lo sono diventato da poco. 5 anni fa mangiavo carne, pesce, latte, uova…perché da piccolo mi nutrivano con questo, perché era buono, saporito, e si supponeva anche sano… Mia moglie invece no, è vegetariana da 20 anni. Mi son sempre piaciuti gli animali, molto, e capisco la gente che non comprende i vegani, anche a me succedeva, mi piacevano gli animali però mangiavo carne di maiale, vitello…uova, non collegavo la cosa. Perché non vedevo il collegamento, per ignoranza. Si tratta di fare un click nel tuo cervello, qualcuno che ti apra gli occhi, capire tu stesso la sofferenza che genera il fatto STUPIDO che io possa gustare un sapore. E questo è quello che mi ha fatto fare “click”!
Perché di questo si tratta, di un animale che viene rinchiuso, maltrattato, picchiato, folgorato, decapitato vivo, che soffre di una morte lenta e dolorosa per finire tagliato e plastificato in un contenitore SOLAMENTE perché io possa godermi quei POCHI DIECI MINUTI di un sapore. Perché tutto il resto è insano. Niente di più. Ti rendi conto? Siamo pazzi.
Da quel momento incominciai a informarmi, a vedere documentari, con Earthlings non riuscivo a smettere di piangere. E così finché non ho smesso del tutto di consumare prodotti di origine animale. Da allora sono felice, allegro, alimenti vegetali deliziosi e di facile digestione. Nel mio contesto sociale sono molto rispettoso, parlo dell’argomento solo se mi domandano, non voglio che nessuno si senta a disagio con me, per quello che ti ho detto prima, perché devono esser loro a rendersi conto delle cose.

Per concludere, qual è il tuo piatto preferito?
Tutto, sono una persona molto semplice, posso mangiare riso con lenticchie tutta la vita, credo che gli egiziani costruirono le piramidi mangiando solo riso e lenticchie…Non ho bisogno di grandi piatti, mi gusto una carota tanto quanto un piatto complesso.

 

Noi ringraziamo ancora una volta Roger per aver preso del tempo per rispondere alle nostre domande e per aver condiviso con noi i suoi pensieri, la sua sensibilità e il suo talento.

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Parliamo di sostenibilità

September 6, 2013
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Ogni giorno sentiamo parlare di sostenibilità, una parola diventata sempre più attuale e più usata in ogni campo della vita.
Qual’è il significato e l’importanza di questo termine? Perché è aumentata l’esigenza di farne uso?
Siccome siamo ottimisti possiamo dire che se aumenta l’esigenza di parlarne, aumenta anche la consapevolezza di quanto sia sempre più forte la necessità dell’uomo di rendere “Sostenibili” le sue azioni. Parliamo di sostenibilità dell’ambiente, dello sviluppo, dell’economia, della società. Tutto può essere sostenibile nel momento in cui le azioni che si portano avanti e l’uso che si fa di alcune risorse non pregiudica il fatto di poter fare le stesse azioni ed utilizzare le stesse risorse in futuro.

Prendiamo come esempio l’alimentazione.
La nostra alimentazione, come altre componenti del nostro stile di vita non sono sostenibili. L’alimentazione è sostenibile quando le risorse che utilizziamo ora non superano la capacità della terra di rendercene in futuro. E’ sostenibile un alimentazione che permette di nutrirsi in modo salutare alle future generazioni, ma anche a noi stessi, nel nostro futuro, e neanche troppo lontano. Ci sono molte motivazioni a farcelo dire, ma una cosa è certa, la nostra alimentazione attuale non è sostenibile.

Sprechiamo quantità di cibo elevatissime.
Ci siamo abituati a comprare tutto ciò di cui abbiamo voglia, semplicemente perché è lì, disponibile sugli scaffali. I prezzi relativamente bassi ci hanno indotti ad acquistare sempre di più e non siamo più abituati a vedere scaffali di supermercato mezzi vuoti. Devono essere pieni fino all’orlo con ogni tipo di prodotto. Devono essere riempiti in continuazione e senza sosta. Ma chi mai mangerà tutte quelle cose? Perché alle 7 di sera le ceste dei supermercati sono piene di verdura e il giorno seguente c’è nuova verdura, luminosa e inneggiante al grido di “comprami”. Il giorno dopo, però, non ci chiediamo che fine possano aver fatto i bei pomodori del giorno prima, le pesche, l’insalata, le zucchine. Dove sono? Nel cassonetto! Ma il prezzo deve essere tenuto alto e lo stimolo a comprare anche, in questo nostro bel modello economico. E ovviamente i supermercati perdono tempo anche per fare la guardia ai cassonetti dove hanno eliminato i prodotti “da buttare”, molti dei quali ancora freschi, buoni e commestibili, per evitare che le persone li raccolgano…perché ancora freschi, buoni e commestibili!

E’ una logica che rasenta l’assurdo.
Ed è solo un esempio che ci fa capire quanto poco sia sostenibile questo sistema di produrre e di consumare. Spendiamo di più, mangiamo peggio. Non solo la qualità del cibo peggiora di giorno in giorno, ma anche il modo in cui lo consumiamo. Pasti veloci, di corsa, per strada. Quel momento che dovrebbe essere di condivisione, di calma, di ascolto delle esigenze del proprio corpo, diventa un modo per farci venire l’ulcera gastrica!

Ma continuiamo ad essere ottimisti.
E siamo qui per raccontare tante meravigliose soluzioni all’insostenibilità. Nei prossimi post.

Post scritto da Sara Alzetta.

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Fichi

August 30, 2013
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Il frutto della salute sacro per molti popoli fin dall’antichità.

I fichi, freschi o secchi, verdi o neri, sono frutti ricchi di vitamine, in particolare vitamina A, B1, B2, B3 e C. Fortificano le ossa e i denti e proteggono la pelle grazie alla presenza di calcio, ferro, potassio, magnesio e fosforo; contengono grandi quantità di polifenoli, potenti antiossidanti che aiutano a mantenere in salute il sistema cardiovascolare, proteggono le cellule dai danni provocati dai radicali liberi, svolgono un’azione anticancerogena, ossia proteggono le cellule dagli agenti cancerogeni e combattono il colesterolo “cattivo” contribuendo a ridurlo. Sono ricchi di zuccheri, specialmente se essiccati, forniscono quindi molta energia e sono consigliati a chi svolge attività sportiva o lavori pesanti, ma anche ai bambini, anziani e donne incinte. Inoltre sono frutti con proprietà digestive e svolgono un ruolo benefico nella cura delle gastriti.

CONSERVAZIONE:

Scegliete i vostri fichi con cura, prendete quelli morbidi ma non troppo, e verificate che il picciolo sia sodo e compatto.
I fichi freschi vanno conservati in frigo al massimo per un paio di giorni, mentre quelli secchi possono essere conservati a lungo in un luogo fresco e asciutto.

CURIOSITÀ:

Per gli induisti e i buddisti questa pianta è sacra poiché è simbolo della conoscenza e della verità.

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Mirtilli

August 16, 2013
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Conosciuti fin dall’antichità per le virtù depurative.

I mirtilli sono uno degli alimenti antiossidanti naturali più potenti grazie alla ricchezza di vitamina A, C e B e di Mirtillina, la quale riduce la permeabilità dei capillari, rafforzando i vasi sanguigni, migliorandone l’elasticità e rendendo quindi il mirtillo un ottimo alleato per il trattamento dei disturbi circolatori e contro la fragilità capillare.
Ai mirtilli vengono riconosciute proprietà antinfiammatorie; sono utilizzati soprattutto nella prevenzione e nella terapia delle infezioni a carico delle vie urinarie e, in particolare, della cistite. Sono, inoltre, un valido aiuto contro la diarrea.
I mirtilli risultano essere preziosi in caso di diabete, ulcere gastriche e duodenali, ipertensione arteriosa, arteriosclerosi e lesione della retina, e vengono impiegati in oftalmologia per migliorare la visione notturna.

Una buona tisana al mirtillo risulta particolarmente indicata contro gli eczemi e la forfora proprio in virtù della sua azione purificante e curativa.

CONSERVAZIONE:

I mirtilli sono frutti abbastanza delicati, e vanno quindi conservati per 2/3 giorni al massimo in frigorifero. Hanno comunque una buona capacità di sopportare la surgelazione quindi se conservati possono essere consumati tutto l’anno.

CURIOSITÀ:

Durante la seconda guerra mondiale, ai piloti inglesi venivano forniti maggiori razioni di mirtilli poichè si riteneva che questo frutto era in grado di aumentare la capacità visiva, soprattutto quella notturna.

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Festival Vegetariano 2013

August 15, 2013
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Sull’onda del successo delle passate edizioni tenutesi a Gorizia, il Festival Vegetariano, organizzato dall’Associazione Eventgreen e promosso da Biolab, è giunto alla sua 4° edizione. La manifestazione, che si terrà il 30-31 d’Agosto e 1 Settembre, è interamente dedicata alla gastronomia, alla cultura e alla filosofia vegetariana, nonché alla qualità della vita e al rispetto per l’ambiente naturale.
Offre ai visitatori un ricco programma tra workshop per bambini, per avvicinarli al cibo bio-vegetariano, e showcooking ai quali è possibile iscriversi tramite il sito. Inoltre anche quest’anno è possibile prenotare e acquistare la VEG-BAG, una pratica borsa spesa in cotone 100% biologico, contenente una selezione dei prodotti delle migliori aziende italiane certificate bio, ideata dal Festival Vegetariano per accompagnarti quotidianamente nell’acquisto responsabile!

La maggior parte degli eventi si svolgeranno in Piazza della Vittoria, dove saranno allestiti il Padiglione Cultura e il Ristorante Veg. L’area espositiva si snoderà lungo tutta via Oberdan fino a Corso Verdi e al Mercato ortofrutticolo coperto.

Il Festival Vegetariano inoltre sostiene e promuove, per raggiungere il festival, Carpooling.it, la piattaforma gratuita di carpooling che permette a chi cerca e chi offre passaggi auto in Italia ed Europa di mettersi facilmente in contatto per viaggiare insieme in modo facile e veloce, risparmiando e stando più attenti all’ambiente!

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CousCous

August 9, 2013

Definito “piatto della pace tra i popoli del Mediterraneo”.

Tipico piatto del Nordafrica e della Sicilia occidentale, il Cous Cous tradizionalmente veniva preparato con semola di grano duro, ma oggi con questo nome ci si riferisce anche ad alimenti preparati con cereali diversi come orzo, miglio, riso o mais.
Il Cous Cous come tutti i cereali è una buona fonte di fibre, vitamine del gruppo B, fosforo e potassio; ricco in carboidrati proteine e fibre a fronte di un contenuto modesto in grassi. Inoltre la granella di frumento duro di cui è composto, grazie all’elevato apporto di fibre, stimola l’intestino e aiuta il corpo a liberarsi della scorie dannose che possono favorire la formazione di tumori.

CURIOSITÀ:

Nella tradizione araba si mangia dal piatto comune usando le tre dita della mano destra. Il Corano spiega che con un solo dito mangia il diavolo, con due dita mangia il profeta e con cinque mangia l’ingordo.

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Aglio

August 9, 2013
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Considerato dagli antichi Giapponesi come il cibo degli Dei.

Pochi ortaggi come l’aglio possono vantare un numero di proprietà alimentari e benefici salutari così alti. Le testimonianze che ci hanno lasciato cinesi ed indiani dimostrano che l’aglio era una delle erbe più importanti e apprezzate di tutti i tempi, impiegato per guarire, e soprattutto prevenire, diversi tipi di disturbi e addirittura epidemie. Oggi le proprietà dell’aglio sono e sono state oggetto di molti studi, confermando la sua azione ipotensiva, quella antisettica e antibiotica (in particolare in relazione all’apparato gastroenterico e alle vie respiratorie) e infine quella stimolante nei confronti del sistema immunitario. Può prevenire raffreddori, influenza, tubercolosi, bronchite, foruncoli, tumori e malattie cutanee. Uno degli effetti per cui l’aglio è più conosciuto è quello di abbassare la pressione arteriosa. Quest’azione è legata alla capacità dell’aglio di causare vasodilatazione, in particolare nei piccoli vasi sanguigni del distretto cutaneo. Sembra riduca il rischio di malattie cardiache e tumori. Ma solo se utilizzato crudo, perché se cotto, l’aglio perde gran parte delle sue virtù, fino al 90%.  Nonostante le sue proprietà, non è consigliabile assumerne più di uno spicchio di aglio crudo al giorno, in quanto eccedere può causare irritazioni alle pareti intestinali. Quindi, come per ogni cosa ci vuole moderazione.

La maggioranza dell’aglio prodotto in Italia è bianco. Quello rosso ha un sapore delicato, ma si conserva per minor tempo. Quello rosso, ricco e pregiato, è coltivato soprattutto in Sicilia, mentre quello rosso di Sulmona, in Abruzzo, ha un sapore decisamente forte.

L’aglio può essere utilizzato anche per conservare la frutta di stagione, basterà posizionare nel contenitore dove siete soliti mettere la frutta, qualche spicchio d’aglio tagliato a metà, in questo modo potrete gustare la vostra frutta molto più a lungo evitando sprechi inutili. Oppure può essere utilizzato come anti-muffa all’interno delle conserve fatte in casa, mettendo una testa d’aglio all’interno del vostro barattolo di vetro prima di chiuderlo, in questo modo non solo insaporirà la vostra conserva, ma eviterà la formazione di muffe e batteri.

CONSERVAZIONE:

L’aglio dev’essere posto al riparo dalla luce, magari all’interno di sacchetti di carta come quelli utilizzati per la conservazione del pane, in modo tale che gli sia garantita la possibilità di respirare, evitando così la formazione di umidità e di marciumi.

CURIOSITÀ:

Per rendere l’aglio più digeribile è importante togliere il “cuore”, ovvero quel piccolo bulbo interno. Mentre per rinfrescare l’alito, masticate qualche foglia di prezzemolo o menta. Anche il cardamomo è un ottimo alleato per rinfrescare l’alito e aiutarvi nella digestione, vi basterà masticarne qualche seme.

LE RICETTE DA NOI CONSIGLIATE: